ADHD : COSA NE SAPPIAMO VERAMENTE?

Di Mattia Padella

ADHD : e’ opinione comune che , il medico Heinrich Hoffmann (1809 – 1894) pose un tassello importante nella storia della sindrome dell’ADHD, studioso di medicina all’università di Heidelberg, approfondendo poi gli studi ad Halle ed a Parigi. Ad oggi, studiosi di tutto il mondo ancora studiano la sindrome ADHD infantile, che si manifesta, se adeguatamente diagnosticata, nei primi anni di vita. Ringraziamo per la cooperazione nel redazionale seguente, la Dott.ssa Francesca Sgroi, psicologa e collaboratrice AIFA Onlus che, ci aiuterà a capire meglio la sindrome, i sintomi e i disagi che puo’ causare se non adeguatamente trattata.

ADHD, acronimo inglese del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, è inserito nel DSM5* tra i disturbi del Neurosviluppo indicando una prevalenza circa nel 5% dei bambini e circa nel 2,5% degli adulti ed è caratterizzato da difficoltà di attenzione, di controllo della motricità e da impulsività. Secondo i dati della popolazione al 1 gennaio 2018 sul sito ISTAT, in Italia, la stima, è di circa 350.000 minori con ADHD tra i 6 ed i 17 anni mentre gli adulti con ADHD tra i 18 ed i 67 anni sarebbero circa 980.00.L’ADHD può assumere diverse traiettorie evolutive, sia a seconda di eventuali altri disturbi associati, sia principalmente per l’appropriatezza/inappropriatezza della presa in carico terapeutica. Tra le conseguenze più diffuse dell’ADHD non trattato abbiamo l’abbandono degli studi, la perdita del lavoro, separazioni, frequenti incidenti e ritiro della patente, trascurare la propria salute, fino ad arrivare all’uso di sostanze e al commettere reati. Le problematiche maggiori nell’età adulta: Disattenzione. E’ forse il sintomo più rappresentativo del disturbo, la mancanza di concentrazione si riflette su ogni attività quotidiana della persona rendendola costantemente distratta. Essa trova difficile ascoltare gli altri in una conversazione, trascura i dettagli di un lavoro e non completa attività o progetti, dimentica impegni e lascia in giro oggetti. Disorganizzazione. Riguarda la difficoltà di tenere traccia delle attività dei compiti da svolgere, stabilire delle priorità in modo logico, tenere in ordine il proprio ambiente, gestire il tempo.
Impulsività, irrequietezza, si manifestano soprattutto nell’agire senza riflettere sulle possibili conseguenze negative e attraverso una ricorrente sensazione di insoddisfazione e ricerca della novità. In famiglia, a scuola, nel lavoro e nella società, l’impulsività e l’irrequietezza possono condizionare in ogni ambito la qualità della vita delle relazioni delle persone con ADHD predisponendole a maggior rischio di dipendenze e di comportamenti devianti.
La vita condizionata costantemente da disattenzione, disorganizzazione, irrequietezza e impulsività, spesso genera nella persona con ADHD senso di fallimento, bassa autostima e senso di colpa, provocando grande sofferenza. Anche se in ritardo rispetto ad altri Paesi, in Italia, da qualche anno, vi sono alcuni professionisti della salute mentale e servizi di psichiatria a cui rivolgersi per l’ADHD nell’adulto.

Per info: www.aifaonlus.it

D.ssa Francesca Sgroi, psicologa, collaboratrice AIFA Onlus

Astrid Gollner, presidente AIFA Onlus Lombardia