RAPPORTO ECONOMICO ALGERIA 2017

 

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L’Algeria sta attraversando una fase di sviluppo e crescita macro‐economica. Ciò si deve principalmente all’attuale periodo di stabilità politico‐istituzionale, dopo il lungo periodo di insicurezza vissuto negli anni 1990. Le recenti evoluzioni legate alle rivolte della cosiddetta “Primavera Araba” hanno coinvolto anche l’Algeria ma non hanno portato ad una destabilizzazione del sistema, anche grazie alle ingenti risorse finanziarie provenienti dall’export di petrolio e gas, che il governo ha potuto utilizzare per calmierare i prezzi dei beni di base, aumentare i salari pubblici e sviluppare vasti ed ambiziosi progetti di investimento per lo sviluppo della rete infrastrutturale e dei servizi. Ciò ha consentito di mantenere una certa pace sociale. La sicurezza nel paese è generalmente garantita da una diffusa presenza delle forze di polizia, attive sia nel contrasto al terrorismo fondamentalista che alla criminalità nei principali centri urbani. Restano critiche sotto questo aspetto le aree desertiche e quelle al confine con i paesi della fascia saheliana.

L’economia è fortemente influenzata dal peso dello Stato, che controlla gran parte delle attività industriali, a partire dal settore oil & gas, fondamentale nel suo contributo al PIL, alle entrate dello Stato ed alle esportazioni. Tra i paesi produttori ed esportatori di idrocarburi, l’economia algerina è la meno diversificata. Alcuni settori industriali hanno incontrato notevoli difficoltà nei decenni passati e il processo di privatizzazione e apertura agli investimenti stranieri, iniziato in maniera decisa dalla fine degli anni novanta, ha subito un rallentamento nell’ultimo periodo. Secondo la programmazione del governo, il controllo dei principali settori produttivi rimarrà nelle mani delle istituzioni anche nel prossimo futuro. Tuttavia, è in corso un profondo sforzo per creare le condizioni idonee ad attrarre nuovi e importanti investimenti stranieri in ogni comparto economico, come testimoniato dalla volontà di riattivare e rendere effettivamente operative le cosiddette “zone franche”, caratterizzate da sgravi doganali e fiscali per gli operatori interni e stranieri.

DATI ECONOMICI
Nel 2016, il PIL nominale dell’Algeria dovrebbe essere stabilizzato sui 166 miliardi di dollari US contro 172,3 miliardi di dollari US nel 2015, secondo le previsioni del FMI.
Secondo gli ultimi dati dell’ONS – Office National des Statistiques, il Paese ha registrato un tasso di crescita del 3,0% nel 3° trimestre del 2016 contro il 3,5% del 3° trimestre 2015. Il PIL esclusi idrocarburi ha invece sperimentato un tasso di crescita del 2,3% contro il 5,4% durante del 3° trimestre 2015.
Il deficit del bilancio si è attestato sul 15% del PIL nel 2016 (contro il 15,9% del 2015). Nel 2017, grazie alle misure del Governo algerino di politica fiscale e di controllo delle importazioni, dovrebbe proseguire la tendenza alla riduzione del deficit.

Secondo gli ultimi dati dell’ONS – l’Office National des Statistiques, il tasso d’inflazione annuo nel 2016 si è stabilizzato al 6,4%.
La crescita annuale dei prezzi al consumo è inceve ammontata al 7% nel dicembre 2016 rispetto allo stesso mese dell’anno 2015.

Per categoria di prodotti, i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 4,3% nel dicembre 2016 rispetto allo stesso mese del 2015 (il 3,7% per i prodotti agricoli freschi ed il 4,91% per il prodotti agroalimentari).
Per quanto riguarda l’abbigliamento e le calzature, i prezzi hanno registrato un aumento del 13,7% nel dicembre 2016 rispetto al dicembre 2015, mentre i mobili e gli articoli di arredamento sono aumentati del 5,2%, l’alloggio del +5,81, i trasporti e communicazioni del +13,14%, la sanità del +5,7%.
Solo i prezzi relativi alla cultura e al divertimento hanno registrato una diminuzione del 6,07% nel dicembre 2016 rispetto al dicembre 2015.
Nel 2016, il Governo algerino ha contabilizzato 27,5 miliardi di dollari di entrate pubbliche petrolifere e, secondo le previsioni, tali entrate dovrebbero raggiungere i 35 miliardi di dollari nel 2017 e 45 miliardi di dollari alla fine del 2018.

Il tasso di disoccupazione dovrebbe diminuire al 9,9% nel 2016 rispetto all’11,2% del 2015 ed aumentare di nuovo nel 2017 per raggiungere il 10,4%.
Secondo la Banca dell’Algeria, le riserve valutarie del Paese sono diminuite dai144 miliardi di dollari USA a fine dicembre 2015, ai 121.9 miliardi di dollari USA a fine settembre 2016 ed ai 114.1 miliardi di dollari US a fine dicembre 2016
Secondo i dati del Centro Nazionale algerino di Statistica (CNIS), il commercio estero dell’Algeria ha registrato, nel 2016, un valore globale delle importazioni di 46,72 miliardi di dollari, con un calo di circa il 9,72% rispetto al 2015. Il valore globale delle esportazioni è stato di 28,88 miliardi di dollari, in calo del 16,69% rispetto al 2015, con un deficit della bilancia commerciale di 17,84 miliardi di dollari.
Sistema fiscale
Il sistema fiscale algerino si articola in imposte dirette e indirette. Il periodo d’imposta, generalmente, coincide con l’anno solare, salvo l’ipotesi di società con esercizio sociale a cavallo.
Le società residenti sono assoggettate a tassazione sui redditi derivanti da attività svolte in Algeria, mentre, di norma, non sono tassate sui redditi di fonte estera. Diversamente, le persone fisiche residenti sono assoggettate ad imposta sui redditi ovunque prodotti (c.d. “worldwide taxation”).
I soggetti non residenti sono assoggettati a tassazione in Algeria limitatamente ai redditi di fonte algerina.

Rapporti con l’Italia
Italia e Algeria hanno concluso un accordo contro le doppie imposizioni che è entrato in vigore a decorrere dal 30 giugno 1995. L’Algeria non rientra negli elenchi delle black list italiane relative:
⦁ ai regimi CFC (di cui al D.M. 21 novembre 2001);
⦁ all’indeducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse con imprese domiciliate in Stati a fiscalità privilegiata (di cui al D.M. 23 gennaio 2002);
⦁ agli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato (di cui al D.M. 4 maggio 1999).

Le relazioni commerciali

le relazioni economiche bilaterali rimangono molto solide: oltre allo storico rapporto energetico, che si è evoluto e diversificato nel corso dei decenni, l’Italia nel tempo ha consolidato una posizione preminente tra i principali partner commerciali dell’Algeria.

Gli sforzi principali messi in campo in modo sinergico dall’Ambasciata e dall’Agenzia ICE sono diretti alla promozione – sia con interlocutori istituzionali che con la locale imprenditoria privata – di condizioni operative favorevoli alla crescita della presenza delle nostre imprese.
Visti gli enormi investimenti previsti nel prossimo piano quinquennale, molti sono i margini d’intervento per le imprese italiane, che potrebbero essere ampiamente coinvolte nel processo di costruzione e modernizzazione del paese.

Fra i comparti prioritari si segnalano i beni strumentali: dalle macchine utensili in generale alla siderurgia, da quelle per l’industria alimentare, edilizia e, agli impianti per l’energia e al settore agricolo; altre voci importanti sono i semilavorati e i beni di consumo.

Nel 2015, l’export dell’Italia in Algeria è diminuito del 4,21%.
I settori più importanti per le nostre esportazioni nel 2015 si sono confermati quelli dei semi lavorati con un ammontare di 1,75 miliardi di dollari, malgrado una diminuzione del 13,85%, e quelli dei beni strumentali con un valore totale di 1,96 miliardi di dollari.
Da notare l’aumento del 27,3% delle esportazioni italiane di idrocarburi per un valore di 484 milioni di dollari e del 13,31% di beni strumentali agricoli per un valore di 99 milioni di dollari.
Le esportazioni italiane di materie prime sono invece diminuite del 36% registrando nel 2015 un valore di 43 milioni di dollari, e quelle di beni di consumo del -17,9% con un valore di 395 milioni di dollari.
Nel 2015, l’Italia rimane il secondo cliente dell’Algeria con un ammontare totale di 6,17 miliardi di dollari malgrado una diminuzione del 25,56% rispetto al 2014.
Nonostante una diminuzione del 26,35%, gli idrocarburi continuano a rappresentare la quasi totalità delle esportazioni verso l’Italia con 6 miliardi di dollari nel 2015 contro 8,15 nel 2014.
Da notare l’aumento delle esportazioni algerine dei prodotti semilavorati che ha fatto registrare un valore di 151 milioni di dollari nel 2015 (+39,73%).
La presenza di padiglioni collettivi presso i saloni specializzati locali riveste un volano promozionale fondamentale per la penetrazione nel mercato algerino.
Circa 180 imprese italiane sono insediate in Algeria.
UN SETTORE DI ATTUALE INTERESSE PER LE PMI ITALIANE: L’INDUSTRIA MECCANICA

Dati strategici del settore
Il piano di rilancio e ammodernamento industriale del paese individua, a partire dal 2007, il settore dell’industria meccanica tra quelli prioritari. Il settore dei macchinari appare molto interessante, soprattutto per l’esportazione. Il peso maggiore nelle importazioni algerine continua a essere rappresentato dai beni industriali strumentali: attrezzature, macchinari, apparecchiature e pezzi di ricambio di differente tipologia, pari al 33,9% del totale (equivalenti a circa 12,8 miliardi di euro).
Le importazioni di macchinari elettrici e motori meccanici costituisce una parte rilevante del totale. Ad essere interessati sono vari settori, a partire da quello delle costruzioni e delle infrastrutture.
Tra i principali fornitori algerini nel comparto dei macchinari spiccano le aziende francesi ma sta crescendo l’interesse di aziende tedesche e asiatiche.

Informazioni e opportunità per le imprese italiane
La filiera dell’industria meccanica e dei macchinari in Algeria necessita di forti miglioramenti e di un processo di ammodernamento, a cui spesso viene fatto fronte attraverso il ricorso ad aziende straniere. Lo sviluppo del settore automotive, delle costruzioni e delle infrastrutture, legato ai grandi progetti di ammodernamento previsti dall’attuale piano quinquennale, ad esempio nel settore idrico, apre grandi opportunità per le aziende produttrici di macchinari presenti nel bacino del Mediterraneo. La presenza italiana nel mercato algerino è già forte nel comparto dell’automazione industriale. Questo, assieme ai prodotti siderurgici, rappresenta l’80% della domanda algerina di beni italiani.

Prospettive del mercato
I piani di sviluppo economico voluti dalle autorità algerine puntano alla diversificazione produttiva, soprattutto per rafforzare il settore industriale. Sebbene in ritardo rispetto ad altri paesi nordafricani (ad esempio la Tunisia), le strategie governative ed i forti investimenti finanziari previsti dovrebbero garantire una crescita delle richieste di attrezzature, macchinari ed apparecchiature in vari comparti.
UN SETTORE DI ATTUALE INTERESSE PER LE PMI ITALIANE: L’INDUSTRIA FARMACEUTICA

Dati strategici del settore
Il settore farmaceutico algerino ha conosciuto una costante evoluzione negli ultimi anni. Nel corso degli ultimi anni il governo ha adottato una serie di misure legislative e di regolamenti al fine di ridurre la dipendenza dalle importazioni e di stimolare lo sviluppo industriale interno. In particolare il governo punta al rafforzamento dell’azienda statale Saidal per farla diventare leader del mercato nazionale dei farmaci, raddoppiando la sua capacità produttiva entro il 2014. L’azienda punta a rappresentare il 70% del mercato, a fronte del 25% attualmente detenuto.
Altro obiettivo delle autorità è quello di rendere il paese una piattaforma di sviluppo e produzione dei farmaci generici per l’area africana, con particolare attenzione ai prodotti che curano le più diffuse malattie del continente.
Nonostante i piani governativi e le riforme attuate negli ultimi anni, oggi buona parte del mercato interno dei medicinali dipende dalle importazioni. Queste sono passate da 492 milioni di dollari nel 2001 a 1,8 miliardi di dollari nel 2008. A partire da quell’anno sono diminuite in seguito alle decisioni governative a sostegno dell’industria interna. Tra il 2009 e il 2010 il calo è stato del 23,7%. Negli ultimi 2 anni si è assistito a una ripresa delle importazioni. Nel 2012, le importazioni di farmaci dall’Italia hanno raggiunto i 2,1 miliardi di dollari, con una crescita del 7,7% rispetto all’anno precedente.
Negli ultimi 4 anni la spesa media degli Algerini per l’acquisto di farmaci è passata da 45 a 79 dollari (la media mondiale è stimata in 127 dollari).
Tra le principali compagnie straniere operanti in Algeria vi sono i principali colossi mondiali del settore: Sanofi‐Aventis (che detiene il 12% circa del mercato algerino), Novartis, Pfizer, solo per citarne alcune.

Informazioni e opportunità per le imprese italiane
L’evoluzione normativa vissuta dal settore farmaceutico algerino, se da un lato tende a comprimere le importazioni dall’estero (più nelle previsioni governative che non nel riscontro effettivo fino ad oggi rilevato) e a limitare le possibilità di investimento, con la creazione di una sorta di monopolio tramite il potenziamento e consolidamento dell’azienda nazionale Saidal, dall’altro lato apre nuove e crescenti opportunità.
Il miglioramento tecnologico e produttivo dell’industria farmaceutica algerina offre quindi diverse opportunità ad aziende, come quelle italiane, che possono vantare importanti competenze nel settore.

Prospettive del mercato
La crescita e l’evoluzione del mercato farmaceutico algerino sono sotto osservazione a livello internazionale da diversi anni. Oltre al potenziamento e al miglioramento del comparto produttivo nazionale va tenuto conto del costante processo di ampliamento del mercato interno.
La crescita della popolazione e del suo potere d’acquisto e l’emergere di nuove esigenze medico‐sanitarie, offrono ulteriori opportunità di investimento e commerciali agli operatori internazionali. E’ il caso del comparto allergologico, non solo dal punto di vista della produzione e distribuzione dei farmaci necessari alla cure delle malattie respiratorie e delle allergie, ma anche della relativa formazione specialistica.

Fonte ufficiale:

Camera di cooperazione Italo – Araba